15 Mar Digital marketing B2C: strumenti, strategie, criticità e opportunità
Digital marketing B2C: strumenti, strategie, criticità e opportunità
Il marketing B2C è un universo multiforme e in continua evoluzione: la concorrenza oggi è elevatissima, ma molte sono le opportunità da cogliere, grazie alla possibilità di segmentare sempre meglio il target. È sicuramente un universo in cui essere presenti: sempre più aziende investono negli strumenti di advertising offerti dalle Big Tech (Google, Amazon, Apple) e nei social media (Meta, TikTok), a discapito degli investimenti nei media tradizionali (pubblicità offline, spot TV e radio).
Sei incuriosito dalle possibilità che il digital marketing offre al settore retail? Anche tu vuoi lanciarti in questa impresa? Probabilmente la tua azienda si troverà in una di queste due situazioni:
1 . Diffondere il marchio o brand
Il tuo brand è già piuttosto conosciuto nel suo mercato. Vendi prodotti e servizi da tempo e desideri fortificare la tua presenza nel settore, creando un senso di appartenenza, in maniera tale da fidelizzare il tuo pubblico, che si riconoscerà nei valori promossi dal tuo marchio, nella qualità di ciò che vendi, nello stile di vita che promuovi.
2 . Far sorgere una nuova esigenza
Il tuo brand è nuovo o deve lanciare sul mercato un nuovo prodotto o servizio, o una nuova linea di prodotti. In questo caso sarà necessario creare una nuova esigenza sul mercato, per generare una domanda da parte del pubblico.
In entrambi i casi, affidarsi ad un’agenzia di web marketing è la soluzione migliore per raggiungere i tuoi obiettivi strategici, senza improvvisare.
Prima di entrare nel dettaglio:
Il marketing è un’attività complessa, che richiede una corretta analisi dei dati, dei competitors e del target, oltre ad un’ottimizzazione continua delle attività in corso: molte aziende che si rivolgono alle agenzie di digital marketing pretendono risultati immediati, senza fornire tutte le informazioni necessarie per comprendere i reali obiettivi da perseguire o mettendo sul tavolo budget limitanti.
B2C: significato e caratteristiche
B2C è l’abbreviazione di “business to consumer” e sta ad indicare la vendita di prodotti da parte di un’azienda ad un consumatore privato per uso personale. Sono esempi di B2C supermercati, ristoranti, negozi di abbigliamento, negozi di elettronica, negozi di artigiani e tutti i negozi di vendita al dettaglio, sia fisici sia digitali (ecommerce).
Il B2C si differenzia dal B2B (“business to business”), che è invece il processo di vendita di prodotti o servizi che avviene tra aziende e/o professionisti.
Differenze tra B2B e B2C
Quali sono le differenze tra B2B e B2C? Il processo di acquisto è più breve nel B2C, in quanto il privato prende le sue decisioni in autonomia, spesso acquistando per soddisfare un bisogno immediato. Nel B2B invece il processo decisionale si articola in un periodo di tempo più lungo, in quanto coinvolge più persone. In parole semplici, chi vede l’annuncio pubblicitario nel B2C è – nella maggior parte dei casi – la stessa persona che compra, mentre nel B2B deve sottoporre la proposta a colleghi o superiori.
Il secondo punto in cui il B2C marketing si differenzia dal marketing B2B è la comunicazione: più emozionale e creativa nel B2C, più informativa e improntata su argomentazioni razionali nel B2B. Il marketing B2C fa leva sullo storytelling, inserendo il brand in un sistema di valori in cui il pubblico può identificarsi, con un tone of voice informale e più coinvolgente rispetto al B2B.
Infine, dal momento che il processo decisionale del privato è più impulsivo, nel marketing B2C si usano più comunemente tecniche per spingere all’acquisto immediato, facendo leva su sconti, bundle, up-selling e cross-selling.
Come funziona la vendita B2C?
Abbiamo detto che il processo decisionale del consumatore avviene in maniera più immediata rispetto al B2B: questo perché il nostro cervello tende a prendere decisioni su impulso delle emozioni, giustificando razionalmente la scelta fatta solo in seguito, oppure per sentirsi parte di un gruppo sociale.
Ci sono due modi in cui un brand può conquistare il consumatore facendo leva sulle sue emozioni: giocando sul senso di appartenenza o creando un nuovo bisogno. Vediamo più nel dettaglio queste due strategie.
Caso 1
Vendere il brand grazie ad un immaginario e ad un senso d’appartenenza
Marco deve acquistare una scarpa da running ed è indeciso tra diversi modelli, di tre marchi diversi, rispettivamente, Fulmine, Cometa e Astro. Tutte e tre le scarpe sono state prodotte più o meno con gli stessi materiali, ma Fulmine ha un design più ricercato ed è stato più volte indossato da un famoso atleta di cui Marco è fan.
Il brand che produce Fulmine investe infatti in maniera più massiccia in branding e advertising e si è conquistato un posizionamento più alto sul mercato rispetto agli altri due marchi. La scarpa ha dunque anche un costo più alto.
Dopo aver tentennato un po’, Marco decide di acquistare Fulmine, probabilmente consapevole del fatto che acquistando Cometa o Astro avrebbe avuto un prodotto della stessa qualità ma ad un costo più basso.
Perchè sceglie Fulmine?
Perchè la strategia comunicativa del brand ha suscitato in Marco un forte senso di appartenenza, che lo ha portato a fare un acquisto influenzato dalla volontà di raggiungere o mantenere uno status symbol in cui si riconosce.
Marco, superato l’impulso emotivo che lo ha portato all’acquisto, passerà ad una fase più razionale nella quale giustificherà a sè stesso la scelta fatta, rafforzando ulteriormente in sé stesso il legame con il brand.
Caso 2
Vendere il brand creando una necessità o costruendo una storia intorno al prodotto
Dyson è un marchio americano che produce robot aspirapolveri complessi quanto un’ automobile. Non entriamo nel merito della qualità dei prodotti, ma vogliamo analizzare la strategia di comunicazione.. Nel 2018 l’azienda lancia l’aspirapolvere Dyson V10, che nello spot di presentazione veniva annunciato così: “Con questo potente motore digitale inizia una nuova era. Dyson ha reinventato l’aspirapolvere senza filo. Di sicuro non è un piccolo accessorio. Questo ora è il tuo grande aspirapolvere per pulire a fondo tutta la casa. Talmente potente che abbiamo smesso di sviluppare gli aspirapolvere con filo.”
Con questa dichiarazione forte, Dyson non sta solo lanciando un nuovo prodotto, sta facendo nascere una nuova esigenza nel pubblico, sta creando un bisogno che prima non c’era: abbiamo reinventato l’aspirapolvere senza filo, non hai più bisogno degli aspirapolveri della concorrenza, hai bisogno di questo aspirapolvere. È piccolo, ma potente, è digitale, quindi intelligente, sa come pulire casa tua meglio di quanto lo sappia tu. Con questo accessorio potrai pulire a fondo tutta la casa in un attimo e poi potrai dedicarti a fare quello che ti piace davvero. Non è forse quello che vogliamo tutti?
Perché Dyson V10 ha avuto successo?
Perché ha fatto nascere nel pubblico una nuova esigenza, quella di avere la casa pulita il più efficacemente e velocemente possibile con il minimo sforzo. Grazie ad un’abilissima campagna marketing, il brand è inoltre stato in grado di trasmettere il concetto che tutti i prodotti della concorrenza dopo Dyson V10 sono diventati obsoleti.
Digital marketing B2C: opportunità e aspetti da tenere in considerazione
Vediamo ora quali sono le opportunità e quali le difficoltà di un’azienda che vuole raggiungere i suoi consumatori attraverso un’attività di digital marketing. Quali sono le cose da sapere, prima di rivolgersi ad un’agenzia di web marketing e pretendere risultati immediati? Cercheremo di rispondere a queste domande, in base all’esperienza che abbiamo acquisito negli anni.
Vantaggi:
Il marketing B2C lascia più ampio margine alla creatività, in quanto come abbiamo visto i privati fanno acquisti in maniera più spontanea ed emotiva rispetto ai clienti B2B. Per questo il marketing creativo che fa leva su questi due aspetti è vincente. Il processo decisionale è più influenzato dalla creatività e meno dal valore.
Aspetti da tenere presente:
È essenziale, prima di partire con le attività, effettuare un’approfondita analisi di mercato, prendendo in esame il posizionamento attuale del proprio marchio, i propri prodotti e servizi confrontandoli con i concorrenti. Con questa analisi è possibile fissare con chiarezza gli obiettivi da raggiungere.
Il posizionamento sul mercato di un prodotto è determinato da:
- prezzo di listino
- distribuzione e accessibilità del prodotto
- qualità della presentazione (packaging, advertising, ecc.)
- servizi post-vendita
Le campagne di marketing digitale (Google Ads, social network ads) hanno permesso un accesso facilitato all’advertising, in quanto i costi sono ridotti e gestibili con maggiore autonomia rispetto ai media tradizionali (TV, radio, giornali).
Tuttavia, questa facilità di accesso ha inflazionato il mercato, aumentando la concorrenza e facendo lievitare notevolmente il budget necessario per ottenere risultati di valore. Il budget riveste dunque un’importanza rilevante in questo ambito.
Come attirare nuovi clienti quindi?
Innanzitutto, in ambito B2C è essenziale impostare una strategia social e di B2C content marketing finalizzata alla creazione di una community di utenti che condividono gli stessi valori, incarnati dal marchio. In questo ambito, il brand storytelling gioca un ruolo fondamentale nell’imprimere l’azienda nella memoria degli utenti (in questo articolo abbiamo parlato in maniera approfondita del potere persuasivo di una storia associata ad un prodotto).
Fondamentale è anche avviare collaborazioni con influencer e content creator rilevanti nel settore di riferimento, generando engagement organico e senso di appartenenza.
Questa attività consente di far leva su due dei sei principi di persuasione individuati da Robert Cialdini: il principio di autorità, per cui tendiamo a seguire e rispettare le indicazioni di chi riteniamo esperto o autorevole in un determinato ambito, e il principio di riprova sociale, per cui tendiamo ad agire in base al comportamento di altre persone che reputiamo simili a noi (o in cui vogliamo identificarci). Sempre facendo riferimento a questi due principi, la nostra raccomandazione è anche quella di invitare i clienti a fornire recensioni spontanee.
Meta e Google Ads sembrano ancora un buon canale per il marketing B2C, ma presto sarà necessario trovare nuove strategie anche basate sull’engagement organico per evitare l’ad fatigue (la sovraesposizione degli utenti agli annunci pubblicitari, che comporta il fatto che questi diventino “invisibili”e dunque inefficaci), specialmente in settori come l’abbigliamento, dove la presenza di competitors nell’advertising è sempre più elevata.
Infine, è fondamentale fidelizzare i clienti acquisiti con blog, newsletter e promozioni dedicate, sempre proponendo contenuti di valore in linea con il target, nei casi migliori arrivando a trasformare il cliente in brand ambassador. Un esempio? Quando un cliente spontaneamente condivide sui propri profili social una foto o un video in cui utilizza il prodotto, taggando il brand. Si tratta di pubblicità gratuita non stimolata direttamente dall’azienda.
Il B2C email marketing è inoltre molto efficace nel fidelizzare i clienti: attraverso contenuti ispirazionali, di intrattenimento, guide su come usare i prodotti, tutorial e codici sconto dedicati ai soli iscritti alla newsletter si guadagna un posto di rilievo nelle menti dei consumatori.
Nel marketing B2C è necessario quindi pianificare una strategia di content creation molto approfondita, non solo per andare a colpire il giusto target, ma anche per mantenere vivo il suo interesse e spingerlo a continuare a comprare sempre dallo stesso marchio.
ti sei fatto un’idea generale?
In questo articolo ti abbiamo mostrato le principali strategie e casistiche di consumer marketing, ma il digital marketing è un universo vastissimo, per questo ogni azienda richiede soluzioni su misura a seguito di un’approfondita analisi di caratteristiche, necessità e obiettivi.
Se hai trovato interessante questo articolo e vuoi aprirti al marketing B2C non esitare a contattarci.
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